VALUTAZIONE NEUROPSICOLOGICA E STIMOLAZIONE COGNITIVA

VALUTAZIONE NEUROPSICOLOGICA

È un esame dell’efficienza mentale.

Permette di valutare le funzioni cognitive (la memoria, il ragionamento, la capacità di attenzione e concentrazione, il linguaggio, le capacità di interazione con lo spazio circostante), l’umore e il comportamento.

La valutazione è solitamente distinta in due fasi: il colloquio (finalizzato a raccogliere le informazioni necessarie per conoscere la storia medica, psicologica e cognitiva della persona, a valutarne il tono dell’umore, i livelli di consapevolezza, gli orientamenti, la produzione e la comprensione verbale, il comportamento non verbale, la capacità di empatizzare e l’eventuale ricaduta dei deficit nel quotidiano) e l’esame neuropsicologico (che consiste principalmente nella somministrazione di test standardizzati).

Attraverso l’esame neuropsicologico è possibile valutare il peso che eventuali difficoltà di funzionamento mentale hanno sullo stato di salute complessivo della persona.

Quando è utile la valutazione cognitiva:

  • quando si dimenticano fatti personali accaduti di recente;

  • quando si dimenticano con frequenza appuntamenti e scadenze;

  • quando si dimenticano cose dette poco prima o quando ci si dimentica di aver già fatto una cosa;

  • quando si dimenticano spesso i nomi dei famigliari, di oggetti di uso comune o di persone famose;

  • quando si hanno difficoltà di concentrazione o si è facilmente distraibili;

  • quando si hanno continue difficoltà a prendere decisioni;

  • quando si hanno occasionali momenti di spaesamento mentre si è fuori di casa;

  • quando si ha perdita d’interesse nelle attività abituali;

  • quando si ha una maggiore tendenza ad avere reazioni impulsive;

  • in presenza di diagnosi di ictus, sclerosi multipla, neoplasie cerebrali, traumi cranio-encefalici, anossie, malattia di Parkinson.

Quando sia richiesta una valutazione neuropsicologica, è consigliabile portare con sé:

  • referti di visite mediche, di esami strumentali (TAC, risonanze magnetiche, ecc.) ed esiti di esami ematochimici;

  • occhiali da vista e/o da lettura.

La valutazione neuropsicologica completa dura circa due ore (suddivise in due appuntamenti di circa un’ora) e ha un costo complessivo di 120 €. Al termine della valutazione, solitamente un paio di giorni dopo, al paziente o ai famigliari viene consegnato il referto neuropsicologico, in cui sono indicati i risultati numerici dei test ed eventuali commenti e ipotesi diagnostiche.

VALUTAZIONE NEUROPSICOLOGICA PER PATENTE

Sempre più spesso le commissioni patenti territoriali richiedono di effettuare test neuropsicologici con lo scopo di indagare le abilità cognitive della persona anziana o con patologie (in particolare portatori di handicap o ritardo mentale, esiti di traumi cerebrali o gravi cerebrolesioni acquisite, affetti da malattie neurologiche o sistemiche influenzanti il sistema nervoso centrale, come diabete mellito o patologie della tiroide).

Le valutazioni consistono in genere nell’analisi della documentazione clinica, nella raccolta dei dati anamnestici e nella somministrazione di test per l’assessment delle competenze cognitive necessarie alla guida di autoveicoli.

La valutazione neuropsicologica per patente dura circa un’ora e ha un costo complessivo di 60 €. Al termine della valutazione viene stilato il referto neuropsicologico, in cui sono indicati i risultati numerici dei test ed eventuali commenti e ipotesi diagnostiche.

STIMOLAZIONE COGNITIVA

È un intervento finalizzato al benessere complessivo della persona.

Parte dal presupposto che le capacità neuroplastiche del nostro cervello siano guidabili per raggiungere il massimo grado possibile di autonomia e di indipendenza attraverso il recupero e/o la compensazione delle abilità cognitive e comportamentali compromesse e il rafforzamento di quelle integre; tale provvedimento risulta essere finalizzato, pertanto, al miglioramento della qualità della vita della persona.

Consiste nello svolgimento di esercizi regolari e protratti nel tempo; si tratta di compiti svolti tramite carta e penna o software computerizzati.

La stimolazione è utile per:

  • migliorare il proprio funzionamento cognitivo;

  • ridurre l’impatto che le malattie croniche (come le cardiopatie, l’ictus, le neoplasie, il diabete mellito e le malattie respiratorie croniche) hanno sull’efficienza mentale;

  • compensare la perdita progressiva e cronica delle competenze cognitive in presenza di un deterioramento mentale o di una demenza;

  • prevenire l’insorgenza di disturbi cognitivi o rallentarne il decorso nelle persone con malattia di Parkinson;

  • migliorare l’umore e aumentare la motivazione;

  • prevenire un invecchiamento cognitivo patologico.

Le sedute di stimolazione cognitiva durano circa mezz’ora e hanno un costo di 40 € l’una. Il numero di sedute necessarie varia in base alla diagnosi. Al termine del percorso di stimolazione cognitiva, solitamente un paio di giorni dopo, al paziente o ai familiari viene consegnato un referto, in cui sono riportate informazioni sulla riabilitazione effettuata e sui risultati ottenuti.

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